Con un avviso del 16 settembre scorso, l’Agenzia delle Entrate ha segnalato nuove campagne di phishing che utilizzano indebitamente il nome dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per indurre i cittadini a fornire dati personali e informazioni finanziarie.

Le comunicazioni possono fare riferimento a presunti rimborsi fiscali, anomalie nella posizione tributaria o altre questioni fiscali e invitano il destinatario a cliccare su un link, fornire dati personali o comunicare informazioni bancarie.

Come riconoscere una falsa comunicazione

Alcuni elementi possono aiutare a individuare un tentativo di phishing:

  • controllare il mittente: il nome visualizzato non garantisce l’autenticità della mail. È necessario verificare l’indirizzo completo;
  • attenzione ai link: prima di cliccare, è opportuno verificare la destinazione. In caso di dubbio, è preferibile accedere autonomamente al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate;
  • diffidare dalle richieste di dati riservati: password, credenziali, dati della carta e coordinate bancarie non devono mai essere comunicati tramite e-mail sulla base di una richiesta sospetta;
  • fare attenzione all’urgenza: espressioni come “ultimo avviso” o “rimborso in scadenza” possono essere utilizzate per spingere l’utente ad agire senza effettuare verifiche;
  • presenza di errori grammaticali.

Cosa fare se si riceve una mail sospett

È importante non cliccare sui link, non aprire allegati sospetti e non fornire dati personali o bancari.

Nel caso in cui si sia già cliccato sul link, siano state inserite credenziali o siano stati forniti dati bancari o della carta di pagamento, è opportuno contattare immediatamente la propria banca per verificare quali misure adottare. In caso di sottrazione di dati o denaro, può inoltre essere necessario rivolgersi alle autorità competenti.

Il consiglio dello Studio

Le comunicazioni relative a tasse, dichiarazioni e rimborsi possono avere conseguenze importanti. Per questo è sempre preferibile verificare direttamente la propria posizione attraverso i canali ufficiali, evitando di utilizzare link ricevuti tramite e-mail o messaggi di dubbia provenienza.

In caso di comunicazioni sospette, il consiglio è di non fornire dati e di chiedere un riscontro prima di compiere qualsiasi operazione.

Per verificare la propria situazione fiscale è preferibile accedere direttamente ai servizi dell’Agenzia delle Entrate, senza utilizzare i collegamenti contenuti nella mail ricevuta.