Con la circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida organica che riunisce le principali regole del Concordato preventivo biennale 2026-2027, i chiarimenti forniti negli ultimi anni e, soprattutto, le novità introdotte dal Decreto Omnibus (D.Lgs. n. 148/2026).
Per il biennio 2026-2027 possono aderire i contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetti agli ISA per il 2025, sia per una prima adesione sia per il rinnovo del CPB 2024-2025. La scadenza è fissata per il prossimo 2 novembre (il 31 ottobre, infatti, cade di sabato).
Una delle novità principali riguarda gli errori e le omissioni nei dati utilizzati per la proposta. La circolare precisa, infatti, che un errore non comporta automaticamente la decadenza dal concordato. Il contribuente può, nei casi previsti, correggere la propria posizione attraverso una dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso, rideterminando di conseguenza il reddito o il valore della produzione concordati.
La decadenza resta invece collegata alle violazioni più gravi e, in particolare, alle situazioni in cui gli accertamenti evidenzino scostamenti rilevanti rispetto ai dati concordati.
Un’altra importante precisazione riguarda i requisiti di accesso: se il contribuente aderisce senza possedere i requisiti richiesti o in presenza di una causa di esclusione già esistente, il concordato è considerato privo di effetti fin dall’origine.
La novità più interessante della nuova disciplina riguarda chi ha già aderito al CPB 2024-2025 e decide di rinnovare per il biennio 2026-2027.
Il rinnovo porta infatti con sé una serie di benefici:
- compensazione dei crediti IVA senza visto fino a 100.000 euro annui;
- compensazione di crediti relativi a imposte dirette e IRAP senza visto fino a 70.000 euro;
- rimborsi IVA senza visto o garanzia fino a 100.000 euro;
- riduzione di due anni dei termini di accertamento nei casi previsti;
- possibilità di rateizzare senza interessi saldo e acconti relativi ai periodi concordati;
- possibilità di determinare gli acconti con il metodo storico senza la maggiorazione prevista per il primo accesso.
Il rinnovo assume quindi un valore premiale maggiore rispetto alla precedente disciplina.
Sempre per chi rinnova il concordato, il Decreto Omnibus introduce un’ulteriore opportunità: la possibilità di accedere al ravvedimento speciale per le annualità dal 2020 al 2023, secondo le condizioni previste dalla normativa. Per gli anni 2020 e 2021, interessati dagli effetti della pandemia, è prevista anche una riduzione del 30% dell’imposta sostitutiva.
Si tratta di un elemento che può rendere particolarmente interessante il rinnovo per i contribuenti che presentano ancora annualità pregresse potenzialmente soggette ad accertamento.
La convenienza, tuttavia, deve essere valutata caso per caso: non conta soltanto l’importo del reddito proposto dall’Agenzia, ma anche l’andamento previsto dell’attività, il carico fiscale, i benefici derivanti dal rinnovo, la posizione relativa agli anni precedenti e il rischio di eventuali variazioni significative del reddito nel biennio.
Il nostro Studio è a disposizione per analizzare la proposta CPB 2026-2027 e verificare, attraverso una simulazione personalizzata, se l’adesione risulta effettivamente conveniente per la tua attività.
