Il Concordato Preventivo Biennale (CPB), introdotto e disciplinato dal D.Lgs. 13/2024, ha come obiettivo quello di favorire la semplificazione degli adempimenti fiscali e promuovere una maggiore compliance da parte dei contribuenti. Aderendo al CPB, i contribuenti possono concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile e il valore della produzione netta rilevanti ai fini fiscali per il biennio 2026-2027.
Il principale vantaggio consiste nella possibilità di determinare in anticipo la base imponibile sulla quale calcolare le imposte per i due anni di riferimento, eventuali redditi effettivamente conseguiti in misura superiore rispetto a quelli concordati non saranno infatti assoggettati a ulteriore tassazione.
Le modalità di elaborazione della proposta relativa al biennio 2026-2027 sono state definite dal decreto ministeriale dell’11 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 2026.
Possono accedere al CPB le ditte individuali, le società di persone e le società di capitali che applicano gli ISA e che non hanno aderito al precedente concordato.
La metodologia adottata tiene conto di diversi fattori, tra cui l’andamento dell’economia e dei mercati, le redditività individuali e settoriali desumibili dagli ISA, i risultati della loro applicazione e le informazioni già disponibili presso l’Amministrazione finanziaria.
Tra le novità introdotte dal recente Decreto Fiscale risultano nuovi limiti massimi di incremento del reddito concordato, differenziati in funzione del punteggio ISA relativo al periodo d’imposta 2025, maggiore è il livello di affidabilità fiscale del contribuente, minore sarà l’incremento di reddito richiesto nell’ambito della proposta di concordato.
L’adesione al Concordato Preventivo Biennale non può essere considerata automaticamente conveniente per tutti i contribuenti. La valutazione deve tenere conto della prevedibilità dei risultati economici, della stabilità del mercato di riferimento, del livello di affidabilità fiscale espresso dagli ISA e delle prospettive di crescita dell’attività.
L’adesione dovrà essere effettuata entro il 31 ottobre 2026. Entro la medesima data sarà inoltre possibile revocare l’adesione già comunicata.
Per questo motivo è consigliabile analizzare tempestivamente la proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate e valutare, con il supporto del proprio consulente fiscale, i possibili effetti sul carico tributario e sulla pianificazione dell’attività per il prossimo biennio.