Prima di erogare i rimborsi risultanti dal 730, l’Agenzia delle Entrate effettua specifici controlli preventivi e, in presenza di debiti fiscali o previdenziali, il rimborso può essere sospeso.

Il blocco del rimborso scatta nel caso in cui il contribuente abbia cartelle di pagamento scadute da oltre 60 giorni per un importo complessivo superiore a 1.500 euro.

Ai fini del calcolo della soglia rilevano non solo le imposte dovute, ma anche sanzioni, interessi, spese di riscossione e altri oneri accessori.

La verifica, inoltre, riguarda non soltanto i debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, ma anche quelli iscritti a ruolo da altri enti creditori (tra cui, ad esempio, l’INPS).

Con la riforma del d.lgs. 29 luglio 2024 n. 110, è stata introdotta una franchigia, per cui la procedura scatta soltanto per i rimborsi di importo superiore a 500 euro. Di conseguenza, i rimborsi pari o inferiori a tale importo vengono normalmente erogati anche in presenza di cartelle esattoriali pendenti.

 

Come funziona la procedura

Se risultano quindi cartelle esattoriali scadute da oltre 60 giorni per un importo superiore a 1.500 euro, il rimborso non viene immediatamente accreditato al contribuente. L’Agenzia delle Entrate segnala la posizione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che notifica al contribuente una proposta di compensazione volontaria tra il credito fiscale maturato e il debito iscritto a ruolo.

Dal momento della notifica, il contribuente ha 60 giorni per comunicare la propria decisione, periodo durante il quale sono sospese le procedure esecutive e non possono essere avviati pignoramenti o altri atti di riscossione coattiva.

In caso la proposta venga accettata dal contribuente, il rimborso viene utilizzato per estinguere, totalmente o parzialmente, il debito.

In caso di rifiuto, il rimborso rimane vincolato fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui il credito è stato reso disponibile. Durante tale periodo, l’Agente della riscossione può avviare le procedure esecutive previste dalla legge per il recupero delle somme dovute.

 

Altri casi di controllo preventivo

Il rimborso del Modello 730 può essere soggetto a controlli preventivi anche in altre circostanze, ad esempio quano il rimborso IRPEF supera i 4.000 euro o presenta significative modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata.

In queste situazioni l’Agenzia delle Entrate può effettuare ulteriori verifiche prima dell’erogazione del rimborso, con tempi di attesa che possono arrivare fino a sei mesi.